Conosci Gualdo Tadino..
   
Cenni di Storia.
Le  origini della città di Gualdo Tadino sono molto  antiche: risalgono fino all’età preistorica. E’ l’unica città Umbra che può vantare testimonianze storico-archeologiche appartenti a tre diverse epoche.
Periodo Preromano:
 Il ritrovamento   nella Valle di Santo Marzio di due Dischi Aurei del XII sec. a.C. conservati al Museo Archeologico dell’Umbria   e il sito archeologico di Colle dei Mori sono soltanto due momenti di questo antico passato. Colle dei Mori era un centro umbro , la cui importanza è testimoniata dal ritrovamento di un’epigrafe risalente al IV sec. a.C. ora conservata al museo civico della città nella sezione archeologica.

Periodo Romano:
Con la conquista romana del territorio nel III sec. a.C. lungo la Via Consolare Flaminia  (220 a.C),nasce l’insediamento Tadinum.Durante la decisiva battaglia di Tagina (552 d.C). che vide la storica vittoria dei Bizantini di Narsete sui Goti di Totila, la città venne distrutta e la leggenda narra che le spoglie del Re dei Goti  morto in battaglia, riposano nei pressi della città.  (foto piatto ceramica battaglia)
Le vestigia di questa epoca gloriosa sono testimoniate dal sito Archeologico di Tadinum con il suo complesso termale e i suoi particolari mosaici.

Periodo Medievale:
Poco dopo il mille la città, dopo varie vicissitudini (discesa Longobardi e dei Saraceni), risorge con un nuovo nome di origine longobarda: Gualdo (Wald-Bosco). Distrutta da un incendio,per volontà di Federico II di Svevia, viene nuovamente edificata sul  Colle di San Michele. Poco prima della metà del XIII sec. il borgo assume la forma che tuttora lo caratterizza. Assoggettata per un periodo a Perugia, nel 1469 diviene delegazione autonoma dello Stato Pontificio.
Testimonianza della presenza di Federico II è la Rocca Flea, una fortezza militare dotata di mura che cingevano a protezione la città e  di quattro porte che permettevano l’accesso alla stessa  (Porta San Benedetto, San Martino, San Donato, San Facondino).

Fu Papa Gregorio XVI nel 1833 a conferire il titolo di città e l’ attuale nome di Gualdo Tadino. Il doppio nome Tadinum e Gualdum sintetizza le sue origini: umbre, romane e longobarde.

La Gualdo, oggi.                 
La città nasce alle pendici del Monte Serrasanta a 535 mt. di quota. Immersa nella natura, è la massima espressione del cuore verde dell’Umbria.
Avvolta dalle montagne è un’esplosione di boschi, valli e distese di prati aperti sulle gole, da cui si assiste a tramonti  capaci di riconciliare uomo e natura.
Pochi sguardi bastano a riempire la mente di panorami mozzafiato. In quei luoghi eremiti ,pastori e boscaioli hanno  plasmato lo spirito umbro rendendo la  regione terra di santi e di lavoratori.
Regina incontrastata è l’acqua, che accarezza il territorio con la sua presenza discreta, ma che diventa prepotente nelle fonti delle sorgenti Rocchetta e Santo Marzio.

Il territorio nella sua rigogliosa espressione è fruibile agli ospiti di Gualdo Tadino, in modo facile e diretto.
Dal centro storico nonché dalla maestosa Rocca Flea si è già ai piedi delle sue montagne, in particolare della Valsorda  (1005 mt. s.l.m.) meta obbligata per gli escursionisti di ogni genere.
Dalle cime della Serrasanta si scopre un paesaggio incontaminato e di rara bellezza e l’occhio può abbracciare tutto l’Appennino, dal Monte Catria fino ai Sibillini; nei giorni di particolare limpidezza dell’aria si può scorgere il Mare Adriatico, nonché il Lago Trasimeno.
In primavera i prati ci regalano una magnifica fioritura di narcisi, crocus e gli azzurri “non ti scordar di me”.
Il clima fresco e temperato d’estate, abbinato alla lentezza dei ritmi della nostra terra, permettono un soggiorno all’insegna del relax. La mente e il corpo si rigenerano.

Un Cenno all’Arte
Da sempre Gualdo è luogo di artisti, che con le loro mani hanno realizzato opere ceramiche di straordinaria bellezza. Il destino ceramico di Gualdo Tadino che ha dato alla città fama internazionale è legato al nome di Paolo Rubboli (seconda metà dell’800) e l’uso della tecnica dei lustri metallici oro e rubino,che prevede la cottura al terzo fuoco con fumo di ginestra in antichi forni chiamati “Muffola”(ancora esistenti). Da questo momento in poi si avrà una produzione di maioliche artistiche di pregiata qualità. Rubboli ottenne un successo così ampio da determinare agli inizi del ‘900 la nascita di numerose aziende artigianali che si avvalsero di abili pittori come Giuseppe Discepoli e Alfredo Santarelli. Ancora oggi quello della ceramica è un settore molto importante per l’economia della zona.

La montagna a tavola.

Per conoscere da vicino questa terra non può mancare un gustoso viaggio alla scoperta di innumerevoli prodotti tipici.
L’Umbria oltre ad essere una regione ricca di cultura storia e folklore è anche generosa in campo gastronomico . La sua cucina è sana quanto le sue montagne e colline, legata al territorio e al volgere delle stagioni, all’interno di un ciclo di produzioni che ancora oggi cerca di mantenersi il più biologico possibile. Infatti lenticchie ceci, fagioli hanno il vantaggio di essere non solo ricchi in vitamine e sali minerali ma soprattutto, di avere una coltivazione tutelata dalle norme europee che regolano le colture biologiche .
Nei boschi di castagno e di quercia da sempre si possono raccogliere nobili tartufi e i più gustosi funghi; senza dimenticare in autunno la raccolta delle eccellenti castagne e in primavera quella degli asparagi che tanto profumano i piatti nei nostri agriturismi.
Gli allevatori dei versanti appenninici hanno sviluppato una eccezionale abilità nella lavorazione di carni e salumi. Fondamentale è anche la produzione casearia tra cui spicca il pecorino umbro. Superbo poi l’olio che ancora oggi si raccoglie e lavora secondo antiche tradizioni.
Per chi ama il dolce non si può non assaggiare il miele di castagno, millefiori e di acacia, con il quale vengono preparate le tipiche marmellate secondo le ricette della nonna.
Il tutto accompagnato da ottimi vini DOC che sono per il palato e per la mente una delizia.
Quindi non solo camminate in mezzo al verde, non solo un viaggio che arricchisce il sapere, l’Umbria è anche un souvenir gastronomico eccellente.